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8 agosto 2008
Un limbo tra Myanmar e Thailandia

La recente visita di Laura Bush al campo profughi di Mae La, sul confine birmano-thailandese, ha rivelato al mondo le condizioni precarie in cui vive l'etnia dei Karen, comunità indigena dell'ex Birmania (oggi chiamata Myanmar). L'arrivo della First Lady ha seguito di pochi giorni la recente missione del direttore della cooperazione di CIFA, Marco Scarpati.
I Karen costituiscono il gruppo più numeroso che dal Myanmar si è riversato nei campi profughi thailandesi, diventando uno dei simboli non solo della politica repressiva di Rangoon ma anche delle durissime condizioni di vita dei profughi nella zona di confine thailandese.
L'area in cui si trovano i campi profughi sembra essere terra di nessuno, se si considera che i profughi Karen (così come i Shan, i Karenni e i Mon) non hanno ottenuto lo status di rifugiati. La Thailandia, infatti, non ha mai firmato la Convenzione ONU per i rifugiati, limitandosi a mettere a disposizione il proprio territorio di confine per l'allestimento di campi di accoglienza. I campi rappresentano un limbo da cui gli abitanti non hanno via d'uscita: è infatti preclusa loro la possibilità sia di ritornare nei loro villaggi in Myanmar sia di condurre una normale esistenza in territorio thailandese.
CIFA pone l'attenzione sulle condizioni di vita dei minori, che a Mae La costituiscono il 48% dell'intera popolazione. I bambini, oltre a non conoscere altra realtà da quella del campo, spesso non possono accedere all'istruzione secondaria. Questo preclude loro qualsiasi possibilità di avere un futuro nel mondo esterno. Vista la situazione di precarietà e di emergenza costante, i minori e le donne sono particolarmente vulnerabili.
Nei campi si trovano molte ONG locali e internazionali, compreso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Al momento, l'aumento dei prezzi a livello globale, sta mettendo in difficoltà quelle organizzazioni che si occupano del sostegno alimentare nei campi.
CIFA ha ricevuto l'allarme da un'organizzazione che lavora in loco, TOPS (Taipei Overseas Peace Service), e si sta attivando a Mae La, Umpiem Mai e Nu Po, per dare sostegno alimentare ai minori che frequentano la scuola materna e per sviluppare un programma di protezione dei minori. Il nostro staff ha già presentato una proposta di progetto alla Regione Piemonte.
Gli abitanti del campo di Mae La erano molto emozionati alla notizia dell'arrivo di Laura Bush. L'evento è stato accolto positivamente anche da noi del CIFA, nella speranza che il mondo volga lo sguardo verso questi popoli dimenticati e verso i loro figli, che non hanno ancora conosciuto una realtà fatta di pace e priva di emergenze.
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